"L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI GIUSEPPE FORTUNATO"
Liberamente incontrato dopo aver visto una sua opera "AFTER THE MIRACLE", 2008 nel parco del paese marchigiano che lo vede cittadino da poco piu' che un decennio: CINGOLI,Giuseppe Fortunato, si è rivelato per me una: sorpresa! La sorpresa è tutta svelata dalla sua "profusione" in esterno, sia umanamente che artisticamente, di una "leggerezza", sensitivamente intesa, come effetto tattile, oggi quasi profanato , da una gestualita'invadente ed invasiva, dove non si tocca per Conoscere ma , solo per Prendere.
Giuseppe Fortunato,invece pratica un'Arte antica, sconosciuta perchè non piu' praticata ai nostri giorni, sebbene la pratichi, in SOLUZIONI TECNOLOGICHE, moderne e post-industriali, la sua arte nasce da principi etici primordiali, arcaici , imprescindibili come, il SILENZIO, ed il Raccoglimento da cui l'ESSERE tutto diparte verso l'esterno
Lontanissimo anni luce da quel Futurismo moderno incentrato tutto "sulla Velocita' del Rumore"prodotto dal movimento stesso dell' istintivo pensiero dell'Uomo.
Una rappresentazione artistica lenta invece, quella di Giuseppe Fortunato, ricca di oggetti-attori,contemporanei e non contemporanei, consumati e consumistici,quotidiani e anacronistici,dove il "gioco forza" di G.F. non è tanto una rivisitazione nostrana di POP ART, peraltro presente, quanto soprattutto una "BIO-TRASFORMAZIONE " del CONTENUTO IN CONTENENTE, una decodificazione del RIVESTIMENTO o della SUPERFICIE, meglio ancora si potrebbe dire della "SCORZA", come quella che apporta, nella suggestiva opera del RETTILE, dove ad essere "trattato" non'è tanto il genere animale, bensì quello umano, che sotto le mille maschere-squame, NON MUTA, la sua Coscienza.
E' ' L'insostenibile leggerezza dell'Essere", di Kundera, con tutta la malinconia della Cultura orientale dell'est europeo, pur essendo un figlio Giuseppe, Piceno del Teramo, del resto è risaputo che i piceni furono i piu' "orientali" dei popoli antichi del Mediterraneo, con tutto il lessico degli anni ottanta, l'accostamento letterario all'opera e all'artista , Giuseppe Fortunato, in parole
povere:LA RIELOBORAZIONE LENTA DI UN PROCESSO DI RICCHEZZA.
Ricchezza di MATERIALI: creta, resine, cristalli, plexiglas, corda, ceramica,colla,alluminio, marmo,e smalto su smalto.......
Ricchezza di UTENSILI, tanto utili ad uomo che si sente Inutile, ( vedere opera ASPIRA E COLLA), un non-sense dell'oggetto, l'uomo risponde ad un suo bisogno di risparmio di energia e di tempo con l'oggetto, non considerando a che rischio espone il suo stato d’animo,ad uno stato di profonda depressione,fermando l’opera delle sue mani, incrementa il lavoro mentale: piu' tempo libero per pensare,al senso della sua esistenza! Da notare anche la posizione a latere dell'opera rispetto al campo visivo, come se è una traiettoria della mente, deviata, un tarlo ossessivo di G.F., ma di ogni uomo.
Ricchezza sopratutto di Contenuti, nelle opere di Giuseppe Fortunato ,rielaborati in "progress", passaggi, da uno stato ad un altro , dove il concettuale viene liquefatto in Leggerezza di SUPERFICIE.
Il contenuto che trova nella PAROLA , la sua istituzione, è quanto di piu' : abusato e violentato, nei nostri giorni, la cosidetta era della comunicazione, tanto che Nessuno Ascolta piu' Nessuno.
Il “Contenuto” di G.F. è IMPACCHETTATO, (vedere opera “ A GIFT IN LOAN) nel modo piu' celebrativo ed beneaugurante, imbevuto di inebriante vacuità, con il simbolo Cult del lusso per eccellenza: lo champagne,ed il suo “concetto” evapora, disperso come l’alcol, disinfettando tutte quelle “ferite”, che Giuseppe Fortunato tampona, “c h i u d e n d o n e la s u p e r f i c i e”. Sono ferite sociali come : lo spreco, lo scarto, il corpo-umano stesso usato e svenduto, sostituito da un “FETICCIO” firmato : il suo involucro.!
Giuseppe Forunato, lavora si il “c o r p o”, e lo fa trattando del corpo la materia piu’ intellettuale: la parola. La parola come : Verbo per antonomasia, con la BIBBIA, dove con l’opera “IL CANTICO DEI CANTICI”, da me particolarmente amata, viene “COLATA” da Smato-Sangue, la Parola viene LAVATA, poiché ancora non compresa , indegna.
La Parola che vi si legge è : OperaOmnia, Porta del Cielo, Creazione Assoluta. AMORE.
E tutto Quanto prima e Tutto Quanto dopo: E’ Nulla!
La parola Amore è prima di tutto : materia, sangue, è un patto di sangue, come quello sancito da DIO con il Suo popolo, nella Pasqua ebraica, dove il Simbolo ha una valenza per un cammino da seguire.
La parola Amore è ancora piu’ Materia, nel sangue versato Dalla Croce,dove è la meta del cammino, e dove si celebra la “compenetrazione”!
Compenetrazione è un “concetto mistico”,che va oltre l’estetica, seppur nei canoni di una qualche rappresentazine formale la si interpreti naturalmente,la sua foma infatti deve essere trasversale allo spazio e al tempo, e deve essere leggibile a chiunque, sotto agli occhi di “tutti”.
Per tale principio liberamente come vivo e penso, ho cercato Giuseppe Fortunato, essendo una sua opera sotto gli occhi di Tutti a Cingoli, “After The Miracle” 2008, dove G.F. più o meno cosciamente ha realizzato una opera di “C O M P E N E T R A Z I O N E”, tentando un’operazione, peraltro riuscita, a mio avviso, di realizzare un”Arte” sia come Metodo e come Mezzo, di condivisione e partecipazione, nella fratellanza comunitaria,
rappresentando la : VITA-VENTRE-DONNA, “Una e Trina”, attraversata da TRE cilindri di metallo, pieno-vuoto,come a “ chiudere un Ciclo infinito”, il quale non puo’ piu’ ripetersi, tanto in questo nostro tempo viene offeso: “il ritorno al futuro”.
Senza dubbio si puo’ ritenere che l’opera: After the Miracle,sia l’unica per il momento che G.F. tenta un approccio morale, esplicito, mentre, nelle altre opere, da li la sorpresa mia inziale, “scopre”, un altro uomo-artista, , in displina quasi Zen, intriso di rigore e tenacia,intento a levigare, ricoprire, cesellare i dolore,-colata, sublime tecnica di copretura ai mille dubbi dell’ignota esistenza.
La colata non è “camuffage”, bensi un processo di difesa effettuato da Giuseppe prima su se stesso ma contemporaneamente, su gli altri fratelli, del suo universo relazionale,e’ la stessa colata dei suoi occhi umidi, dove traspare tutto il dolore per “L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ ESSERE”!
.......................................................................................AntonellaVentura











